GIOVEDÌ 09 APRILE 2020
Agerola

L'addio a Rino Medaglia, padre Arullo: "Dio affidiamo a te il fratello di questa comunità umiliata"

In centinaia al funerale del geometra ucciso da Antonio Acampora per gelosia

di Redazione
L'addio a Rino Medaglia, padre Arullo:

Una comunità umiliata, un paese ferito. Tutta Agerola si stringe in un abbraccio alla famiglia di Rino Medaglia. Sono in tanti nella chiesa di San Matteo quando padre Arullo dall’altare parla alla moglie e ai figli nel giorno più difficile. Quello in cui le persone che lo amano hanno salutato per sempre il geometra del comune investito da un uomo ora accusato di omicidio premeditato. “Stringerci attorno alla famiglia Medaglia è la cosa più umana che noi possiamo fare. Dio affidiamo a te questo fratello di questa comunità che si sente umiliata” dice durante la sua breve omelia padre Arullo che, questa mattina ha celebrato i funerali di Rino Medaglia con il parroco don Franco Sparano nella chiesa di Bomerano, la frazione della vittima.  Pensa alla moglie Maria, ai figli adolescenti Bianca e Carlo, che ora dovranno continuare il loro cammino da soli. Dolore e commozione tra i parenti dell’uomo la cui vita è stata spezzata dal piano di vendetta di Antonio Acampora che lo attendeva fuori dal bar dove fa sempre colazione per investirlo. Fatale per lui il volo provocato dall’auto arrivata su di lui a tutta velocità. Una sequenza che ritorna nella mente di tutti nel giorno dell’addio, in cui la famiglia e chi l’amava dovrà accettare la fine traumatica della sua esistenza a 58 anni per la mano omicida di chi lo riteneva l’amante della moglie. Una storia che esce di scena ora che nella chiesa si ritrova chi l’ha amato e deve fare i conti con la sua morte tragica. La seconda nella famiglia che aveva già provato il dolore di vedere andare via un fratello ucciso per essere ribellato alla richiesta di pizzo della camorra. Nell’omelia dice Padre Arullo: “La nostra vita si progetta verso la luce vera. Verso il tribunale della misericordia che ha un caro prezzo. Il signore ha abbracciato anche la nostra cattiveria e la nostra infermità. Lui è venuto tra noi non per giudicarci, ma per salvarci. E per questo ha costituito il tribunale della misericordia. Attraverso il quale ci abbraccia e ci dà la vita eterna la nostra vita appartiene a lui. Solo nel suo nome possiamo diventare qualcuno” . Questo quanto è accaduto a Rino Medaglia, strappato alla vita dalla sequenza di morte del pizzaiolo che lo aspettava fuori da un bar. Un appuntamento con la morte che Rino Medaglia non sapeva di avere.

 

28-10-2016 11:49:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA