GIOVEDÌ 01 DICEMBRE 2022




La lettera

Le case al Savorito, Vozza: "Non perdiamo i soldi per ricostruire il quartiere"

Il candidato a sindaco: "Andavano demolite subito dopo il terremoto"

di Redazione
Le case al Savorito, Vozza:

Riveviamo e pubblichiamo un contributo di Salvatore Vozza sul quartiere Savorito: In seguito agli eventi sismici del 23.11.80 e per fronteggiare le esigenze dei nuclei familiari rimasti privi di alloggi, furono realizzati, gli alloggi del complesso edilizio di via Savorito. Sebbene previsti per un uso temporaneo, con la prospettiva della rimozione, una volta terminata l’”emergenza”,  nel corso degli anni, tali unità abitative sono divenute fissa dimora di nuclei familiari di senza tetto e sfrattati; tali alloggi però, ad oggi,  data la carenza di interventi manutentivi, versano in un avanzato stato di fatiscenza ed abbandono e connotano l’intero quartiere coma zona altamente degradata.

In ragione di tale situazione, quando, in attuazione dell’art. 8 del DPCM 16 luglio 2009 “Piano Nazionale di Edilizia Abitativa”, per alleviare l’entità del disagio socio economico ed abitativo, la Regione Campania pubblicò un avviso per la definizione del Programma regionale di edilizia residenziale sociale allo scopo di selezionare interventi di Housing sociale, venne selezionato anche quello proposto dal  Comune di Castellammare di Stabia, si ritenne opportuno attuarlo proprio nel quartiere Savorito. Il programma edilizio prevede la demolizione delle ormai fatiscenti strutture prefabbricate e la realizzazione di nuovi 199 alloggi (31 alloggi di ERP di proprietà comunale, 106 alloggi sociali e 62alloggi a libero mercato) oltre ad un sistema di interventi sociali e strutturali di riqualificazione dell’area.

Va, ricordato però anche che, nell’ambito del più vasto programma di recupero e riqualificazione dell’intera periferia nord della città, era stato, già da tempo, avviato un altro programma di edilizia residenziale pubblica denominato “Contratto di Quartiere”, assistito, tra l’altro, da finanziamento ministeriale, Regionale e Comunale per la realizzazione di 96 alloggi da assegnare a nuclei familiari aventi titolo. Quest’ultimo programma, avrebbe dovuto favorire la liberazione degli alloggi occupati del Savorito per consentirne la demolizione e la successiva ricostruzione ed il rientro dei nuclei familiari aventi titolo.

Nonostante la giustezza degli interventi programmati è opportuno evidenziare alcuni aspetti di criticità del bando in pubblicazione che di seguito si sintetizzano:

gli alloggi da demolire sono tutti, allo stato, occupati da nuclei familiari per i quali, sebbene in gran numero privi di titolo, andrebbe comunque trovata una alternativa sistemazione abitativa, seppur temporanea, quale quella appunto prevista dal “Contratto di Quartiere”. Tale problematica, che sicuramente potrebbe generare alta tensione sociale, non è stata tenuto in conto nella emanazione del bando, né si può ipotizzare di demandare il soggetto aggiudicatario dell’intervento all’attuazione di tale delicato adempimento non avendo, tra l’altro, neanche veste giuridica per poterlo eseguire. l’intero intervento previsto dal programma, sebbene conforme alla vigente strumentazione urbanistica, si sarebbe dovuto attuare attraverso la formazione di preventivo ed apposito piano attuativo di cui agli artt. 26 e 27 della L.R. 16/04, in quanto costituisce un complesso organico di più edifici ed incide sugli standards urbanistici. non sono note ai concorrenti i patti e le condizioni di cui alla citata convenzione da sottoscriversi tra concedente e concessionario; elementi questi fondamentali per poter consentire una adeguata offerta sia economica che tecnica. dalla lettura del disciplinare del bando emerge che tra gli elementi quantitativi di valutazione dell’offerta vengono assegnati 5 punti per la riduzione del prezzo dei 62 alloggi a libero mercato convenzionato. Si fa rilevare che se si parla di alloggi a libero mercato per cui alcuna forma di convenzione può regolarne la vendita. Il parametro di costo di €. 1.881,90 al mq. per la realizzazione degli alloggi è quello in linea con quanto stabilito dal D.D. EPA n. 7 del 14.01.2009, in materia di massimali di costo vigenti e non, è affatto assimilabile ad un valore di mercato di vendita degli alloggi, in quanto appunto è un costo. Riesce difficile comprendere come possa reggere un piano economico finanziario qualora si formulasse una offerta a ribasso su tale costo.

Per tali motivi, se si ritiene che queste osservazione abbiano un minimo di fondamento, sarebbe  opportuno che si valutasse una sospensione del bando prima che possano essere presentate proposte e ciò al fine di evitare il sorgere di possibili contenziosi derivanti dalle criticità su esposte.

Non è per pedanteria che sono stati esposti, sebbene sommariamente, gli atti predisposti per la gara; la mia preoccupazione deriva dal fatto che anche questo cantiere (dopo la Villa Comunale, la Casa del Fascio, Corso A. De Gasperi) rischia di bloccarsi. È una preoccupazione non di poco conto se si tiene nella dovuta considerazione che il Comune di Castellammare di Stabia, come del resto quasi tutti i limitrofi territori, vive un disagio abitativo che si manifesta in tutti i suoi deleteri aspetti, è per questo infatti che è inserito tra quelli ad alta densità abitativa di cui all’allegato “A” della delibera CIPE del 13.12.2003.

 Ritengo l’intervento volto al recupero del Quartiere Savorito (mediante demolizione e ricostruzione degli alloggi) essenziale e da attuarsi nel migliore dei modi e da considerarsi inoltre quale momento interno ad un più generale programma di intervento sul tema della residenza, che coinvolge lo stesso Contratto di Quartiere, ma più in generale l’obiettivo di riqualificare, e potenziare, la dotazione di edilizia residenziale pubblica, a partire dal patrimonio dell’IACP, sia quello localizzato nelle stesse aree del Savorito, che quelle più vicine alla linea di costa, quali il C.M.I..


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29-04-2016 19:38:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA