DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020
L'inchiesta

Lo sfogo del capitano Scafarto ai pm: "La Procura sapeva che non c'erano i Servizi Segreti"

Spuntano telefonate intercettate contro l'ufficiale stabiese. Sul caso Consip interviene il Procuratore Riello: "Nessuno scontro tra magistrati"

di redazione
Lo sfogo del capitano Scafarto ai pm:

Se di un errore si è scusato, dell’altra accusa non ha nessuna intenzione di assumersi la responsabilità. Del "cessato allarme" in merito ad una presunta presenza di personaggio legati ai Servizi segreti nel corso dell'attività di indagine del Noe sugli appalti in Consip, la "Procura di Napoli fu immediatamente avvertita". E' quanto ha raccontato il capitano del Noe, Gian Paolo Scafarto, ai pm della Procura di Roma che lo hanno ascoltato nell'ambito di un’indagine in cui risulta accusato per due episodi di falso nella redazione di una informativa. Durante l’interrogatorio, durato quattro ore, mercoledì scorso l’ufficiale stabiese ha risposto a tutte le domande. Sull’intercettazione falsificata che aggrava la posizione del padre di Matteo Renzi nell’inchiesta Consip, l'ufficiale parla di “un errore fatto per la fretta, ma senza malafede”. Sul coinvolgimento dei Servizi segreti, invece, la vicenda si complica. Anche perchè a peggiorare la situazione ci sono tre telefonate intercettate. Il capitano del Noe ha detto che a considerare utile l’apertura di un capitolo sui pedinamenti fu lo stesso Woodcock, come pm che conduceva l’inchiesta. Ora l’ufficiale stabiese ricostruisce la vicenda legata agli 007 e racconta quanto avvenuto il 18 ottobre del 2016 quando nel corso di alcuni accertamenti svolti presso gli uffici romani di Alfredo Romeo, i militari del Noe videro alcune persone ritenute "sospette" e, in particolare, un Suv che si ritenne potesse essere "una macchina tecnica dotata di telecamere".
Il capitano del Noe spiega che sul punto fu disposto anche il pedinamento dell'autista del Suv che "alla fine risultò estraneo allo scenario prospettato". Alla richiesta di due colleghi se dovevano redigere "una annotazione di servizio sugli esiti di tali verifiche, dissi che avrei provveduto ad espungere tale circostanza dalla informativa perche' irrilevante". Anche il riferimento al Suv, dice Scafarto , "venne eliminato dalla informativa" dove però rimase il riferimento alle persone sospette. Per i pm capitolini la non menzione del Suv e dell'autista nell'informativa ha di fatto rappresentato "una sottrazione significativa di elementi di valutazione". sul presunto contrasto tra le procure di Roma e Napoli è intervenuto oggi il pg di Napoli, Luigi Riello, che ha escluso "si siano verificati contrasti tra le dirigenze delle procure".
"Nessuna contraddittorietà" va riscontrata - aggiunge Riello - nelle pubbliche dichiarazioni del procuratore reggente che ha sempre univocamente informato i mass media circa l'inesistenza di conferme o revoche di fiducia da parte del medesimo procuratore nei confronti della polizia giudiziaria del Noe"
I magistrati di piazzale Clodio, nel corso dell'atto istruttorio del capitano del Noe, hanno citato anche tre telefonate intercettate (dal 10 aprile fino al 5 maggio scorso) nelle quali Scafarto, conversando con terzi, "attribuisce l'omessa indicazione di tali fatti non a un giudizio di irrilevanza ma ad una 'scelta investigativa'". Su questo punto Scafarto ha detto: "Il concetto di scelta investigativa e operativa coincide nella mia prospettazione con quello di irrilevanza. Preciso che del 'cessato allarme' ho immediatamente riferito alla Procura di Napoli. Quanto alla contestazione dell'ufficio - ha aggiunto - ribadisco che ho ritenuto irrilevante tale circostanza, perciò non l'ho riportata".
Sugli ultimi sviluppi di questo filone di indagine è intervenuto l'avvocato, Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi (indagato in altra tranche per traffico di influenze ndr), affermando che "quanto sta emergendo richiama tutti a una seria riflessione: si sta parlando di errori enormi rispetto ai quali non c'è stata, fino ad ora, nessuna presa di distanza da parte di chi ha dato tanta fiducia all'inquirente. Chi sbaglia, davanti a tanti a tali errori, dovrebbe prendere le distanze", ha concluso Bagattini.

12-05-2017 19:29:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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