SABATO 23 OTTOBRE 2021




Il caso

Malati a terra a Nola, la manager Costantini: "Annullate le sospensioni dei tre medici"

Il responsabile del Pronto soccorso ascoltato in Regione: "Stesi sul pavimento per salvargli la vita"

di Redazione
Malati a terra a Nola, la manager Costantini:

Malati a terra, i medici sospesi potranno tornare la loro posto. E' stata archiviata per un difetto di forma la procedura disciplinare di sospensione nei confronti dei tre medici dell'ospedale di Nola dopo la vicenda dei malati distesi sul pavimento. Lo rende noto la manager dell'Asl Napoli 3 Sud, Antonietta Costantini, ribadendo che sono ancora in corso accertamenti per verificare le responsabilità di quanto accaduto. La richiesta di sospensione, secondo l'ufficio provvedimenti disciplinari, doveva "essere più circostanziata". Il caso nel frattempo oggi è arrivato in commissione regionale dove è stato ascoltato il dirigente sanitario Andreo De Stefano, con lui anche il primario del pronto soccorso. “L’ospedale di Nola ha delle procedure per la gestione delle maxi emergenze che non sono scattate perchè i medici hanno gestito e dominato la situazione in modo egregio''.  De Stefano e Andrea Avella, responsabile del pronto soccorso, hanno spiegato dettagliatamente cosa è accaduto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio scorso, quando due utenti furono fatti sdraiare sul pavimento per la mancanza improvvisa di barelle.
''I due pazienti - ha raccontato Avella - erano stati assistiti in un primo momento e fatti accomodare sulle sedie.
Poi entrambe le persone hanno accusato malori: una delle due ha cominciato a vomitare, e l'altra rischiava lo choc anafilattico.
Sono state fatte sdraiare a terra per una decina di minuti perchè tutte le barelle erano occupate. Ma poi sono state assistite e dimesse, e stanno bene''. Avella ha anche sottolineato che la maggioranza delle persone che arrivano al pronto soccorso sono pazienti ''divenuti complessi'', perchè con diverse patologie dovute all'età. ''Non possono sostenere le cure necessarie a casa - ha detto - e spesso quando ad esempio accade che chiamano la guardia medica, e gli viene detto di chiamare un infermiere per farsi curare, i parenti li portano invece in ospedale, dove le cure diventano gratuite. E molte volte quando li dimettiamo, tra difficoltà anche di tipo morale viste le situazioni, sistematicamente vengono riportati in ospedale dopo qualche settimana''.
''Bisogna garantire alle strutture periferiche come l'ospedale di Nola - ha concluso, invece De Stefano - capacità assistenziali che ci permettano di dare risposte che attengono l'emergenza-urgenza. Ma il problema non riguarda solo noi, ma tutta Italia''. 

03-02-2017 18:04:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA