GIOVEDÌ 14 NOVEMBRE 2019
Il fatto

Muore all'uscita dalla discoteca a Positano, il papà di Nico: "Nessuno ha fermato mio figlio, non si può morire così"

L'appello di Antonio Marra: "Fate in modo che non accada ad altri ragazzi"

di redazione
Muore all'uscita dalla discoteca a Positano, il papà di Nico:
Non si da pace. L'immagine di quel ragazzo che corre verso la morte con la camicia tra i denti non è quella di studente e figlio modello che ha Antonio Marra. "Nessuno ha fermato mio figlio. Non si può morire così". Parla il padre di Nicola, il 21enne morto a Positano dopo una notte in discoteca, alla ricerca di un motivo che spieghi cosa sia successo sabato notte. "Questa tragedia non ha senso. Voglio augurarmi che nessuno avrebbe potuto aiutare Nicola. Forse non hanno capito neanche gli amici. Se chi lo ha visto alterato in discoteca, chiunque, lo avesse fermato prendendolo a schiaffi, tutto questo non sarebbe successo. Fate in modo - è il suo appello - che non muoiano altri ragazzi. Ai giovani dico: siate amici veri, non solo compagni di viaggio per la durata di un passaggio".
"Nicola - sottolinea il padre - era un fiore di ragazzo, uno sportivo, cintura nera di karate. Andavamo a sciare assieme, amava viaggiare e studiare Giurisprudenza. Era sempre il primo a prendere l'iniziativa, non si fermava mai. Di una razionalità incredibile e di una grande sensibilità". I carabinieri ipotizzano che Nicola, una volta giunto sulla Amalfitana, possa aver sbagliato direzione e, invece di imboccare la stradina che lo portava al parcheggio, sia andato dalla parte opposta. Nei filmati il ragazzo viene ripreso più volte mentre, dopo essesi tolto la camicia, la mette in bocca. E questo perché potrebbe aver avuto un conato di vomito che voleva bloccare oppure perché sperava di farlo per liberarsi dalla nausea e dall'alcol. Potrebbe dunque essersi sporto dal parapetto della stradina che da sul vallone, dove è poi stato ritrovato morto, proprio perché aveva problemi allo stomaco. La procura di Salerno, nella giornata di ieri, ha invece nominato due periti. Si tratta del professore Pietro Tarsitano dell'Università di Napoli, medico legale, e della tossicologa Pascale Basilicata. Obiettivo, capire se il giovane - che tutti confermano di aver visto più volte andare al bancone del bar e ordinare da bere - abbia fatto uso anche di altro. Intanto il padre non riesce a darsi pace. 
04-04-2018 13:36:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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