LUNEDÌ 08 AGOSTO 2022




La storia

Muore di epatite C per una trasfusione infetta, gli eredi ottengono 450 mila euro di risarcimento

Condannata l'Asl di Salerno per il caso avvenuto nell'ospedale Ruggi

di Redazione
Muore di epatite C per una trasfusione infetta, gli eredi ottengono 450 mila euro di risarcimento

Muore per avere preso l'epatite C con una trasfusione. La Corte d’Appello di Salerno ha condannato l’ASL di Salerno a risarcire la somma di 450 mila agli eredi di una donna, morta a seguito del contagio da epatite C conseguente alla somministrazione di una trasfusione infetta, avvenuta nel 1983 presso l’ospedale di Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona.

Si tratta di una vicenda risalente agli anni ’80 allorquando, in alcuni casi, vennero effettuate trasfusioni provenienti da sacche di sangue i cui donatori non erano stati testati in maniera approfondita. 

Le conseguenze fisiche, tuttavia, sono emerse solo dopo svariati anni, essendo danni cosiddetti lungo-latenti, quando i pazienti, purtroppo, hanno scoperto di essere ammalati di HCV o HIV.

L’avvocato Pasquale Berna, del foro di Nocera Inferiore ed esperto in colpa medica, che ha difeso la donna danneggiata e, dopo la sua morte, i suoi eredi, ci spiega la particolarità di tale pronuncia: “in questo tipo di cause, nella stragrande maggioranza dei casi, viene condannato il Ministero della Sanità per non avere adottato le misure idonee a prevenire ed impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto. In questo caso, invece, la Corte d’Appello di Salerno, nella persona del Presidente Crespi, accogliendo totalmente la nostra tesi, ha riconosciuto un'ulteriore responsabilità nell’operato dell’Ospedale di Salerno, già all’epoca centro trasfusionale, per non aver effettuato i dovuti controlli sulle sacche di sangue e per aver somministrato una trasfusione non necessaria senza, peraltro, acquisire il consenso della paziente. È bene precisare che oggi, fortunatamente, ci sono severi protocolli da seguire nella raccolta di sangue e i controlli sui donatori danno massima sicurezza”. 

L’avvocato Berna conclude: “Sono molto soddisfatto per questo risultato ma anche amareggiato perché non l’ho potuto condividere con la diretta interessata che purtroppo non è sopravvissuta alle plurime patologie post contagio”. 

 


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08-11-2021 11:58:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA