MARTEDÌ 26 MAGGIO 2020
Malasanità

Muore per un'operazione al colon, dopo sette mesi la rabbia dei familiari: "Giustizia per Pietro"

Per il sottufficiale di Pompei, Apuzzo, fatale un'infezione contratta in ospedale

di Redazione
Muore per un'operazione al colon, dopo sette mesi la rabbia dei familiari:

Sette mesi sono tanti per chi aspetta di sapere la verità. "Vogliamo giustizia per Pietro". E’ l’appello dei parenti sulla morte del maresciallo dei carabinieri in congedo Pietro Apuzzo. I familiari dopo sette mesi ma ancora non conoscono ufficialmente la causa del decesso.
Il sottufficiale di Pompei, molto noto città degli scavi anche perché ricopriva l'incarico di vicepresidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri, era stato ricoverato in un ospedale napoletano per l'asportazione di due polipi di piccole dimensioni al colon. Un intervento considerato di routine. Il decesso sarebbe sopraggiunto a causa di una sospetta infezione contratta in ospedale dopo un calvario di 32 giorni. Sul presunto episodio di malasanità è stata aperta una indagine affidata al pubblico ministero Sergio Amato della Procura di Napoli. L'autopsia è stata effettuata nella immediatezza del fatto da un pool di consulenti tecnici d'ufficio nominati dal pm. Si attende il deposito delle risultanze dell'esame autoptico non sono state ancora depositate. I periti, ai quali inizialmente era stato assegnato un termine di 90 giorni per il deposito delle loro conclusioni, si sono avvalsi di una ulteriore proroga Il timore dei familiari è che più passano i mesi più sia difficile ricostruire come sono esattamente andate le cose. Di qui la preoccupazione dei familiari del maresciallo Apuzzo, assistiti dal penalista Guido Sciacca del Foro di Torre Annunziata. "Chi lo conosceva - afferma il fratello della vittima, Gennaro, brigadiere dell'Arma in congedo da poche settimane - non sa darsi pace. Pietro godeva di ottima salute.
Era entrato in ospedale con la consapevolezza di affrontare una breve convalescenza e di tornare a casa al più presto. Così non è stato". Una denuncia per lesioni personali gravi era stata presentata dal figlio dell'uomo, Antonio, anch'egli appartenente alle forze di polizia, presso la stazione Carabinieri del Vomero Arenella. Alla quale hanno fatto seguito delle altre, tutte raccolte nel fascicolo custodito presso la Procura della Repubblica.

06-02-2017 11:14:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA