DOMENICA 26 GIUGNO 2022




Il Fatto

Napoli, trova obbligazione emessa al Partito Fascista dal papà e chiede interessi di un secolo a Fratelli d’Italia

Il ritrovamento di un “fascio littorio” potrebbe costare molto caro al partito di Giorgia Meloni

di Rossella Abagnale
Napoli, trova obbligazione emessa al Partito Fascista dal papà e chiede interessi di un secolo a Fratelli d’Italia

Può capitare di non avere tanti impegni, decidere di scavare tra i ricordi di una vita e ritrovare un cimelio che potrebbe svoltarla davvero, seppur tardi, la vita. E’ successo a Marcella Faiella, anziana professoressa napoletana, di venire in possesso di un “fascio littorio” intestato al padre, Mario Faiella, emesso nel 1926 al Partito Fascista e mai riscosso.

Il documento ritrovato attesterebbe che il signor Mario Faiella, ex ufficiale dell’esercito regio, nel 1926 decise di sottoscrivere un titolo obbligazionario di 5.000 lire al Partito Fascista nell’ambito della manovra ‘salva-lira’ varata dall’allora governo Mussolini. Nel ritrovarsi tra le mani il cimelio storico, la professoressa Marcella Faiella unica erede dell’intestatario ha deciso di affidarsi all’Associazione Giustitalia per valutarne anzitutto l’odierno valore e, udite udite, chiederne il rimborso di ben 500.000 € a quello che nei rapporti debitori e creditori risulta essere il partito politico giuridicamente subentrato a tutti gli effetti al Partito Fascista dell’epoca: Fratelli d’Italia.

Certo sarebbe imbarazzante per Giorgia Meloni se la Sig.ra Faiella dovesse uscirne vincente, perché questa simpatica vicenda andrebbe ad attestare incontrovertibilmente la matrice fascista di Fratelli d’Italia, una matrice dalla quale la leader politica sta cercando in ogni modo di prendere distanze in quanto fonte di grande imbarazzo soprattutto se dettato dalla quella parte più nostalgica della destra italiana che, invece, alla forte identità storica fascista proprio non intende rinunciare.

Ma ricostruiamo la storia nei dettagli.  Il documento storico pare sia stato rinvenuto insieme ad altri ricordi dell’ex ufficiale militante di destra e stando ad una serie di approfondimenti fatti, sia dalla professoressa Faiella che dall’associazione Giustitalia, l’obbligazione non sarebbe mai stata riscossa quindi si è ritenuto opportuno avviare una giusta operazione di calcolo di capitale e interessi maturati in quasi un secolo anche perché, 5.000 lire all’epoca, non era certo una cifra esigua.

Per comprendere l’importanza della questione va necessariamente contestualizzata. Parliamo di una misura finanziaria lanciata in quegli anni dal Governo Mussolini per tutelare il valore della lira, fortemente minacciato dalla rivalutazione ottenuta attraverso il progetto “quota 90”.

Mario Faiella fu uno dei tantissimi italiani che decise di sottoscrivere l’obbligazione con la quale il Governo Mussolini annunciò il salvataggio della lira. Un’obbligazione che, a distanza di 96 anni, la signora Marcella Faiella, unica erede dell’ex ufficiale, vuole ora dal Partito Fratelli d’Italia.


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11-04-2022 17:55:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA