LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2020
Il blitz

Narcos dai Lattari e Castellammare esportano il business della droga all'Aquila: otto arresti

In cella Diodato Di Martino, Antonino Di Lorenzo e Ciro Gargiulo. Ai domiciliari Carmine Di Lorenzo, Romeo Pane, Antonino Criscuolo e Pasquale Di Nola

di redazione
Narcos dai Lattari e Castellammare esportano il business della droga all'Aquila: otto arresti
Un affare esportato dai Monti Lattari fino in Abbruzzo. Avevano individuato la Marsica come luogo ideale per coltivare marijuana fingendo si trattasse di mais. Una trasferta in un posto in cui si sentivano al sicuro, ma sono stati scoperti ed arrestati dai carabinieri: otto persone, sette tra Casola, Lettere e Castellammare, tra i quali due narcos del clan dei Monti Lattari, e una donna di Luco dei Marsi. Tutti arrestati con l'accusa di associazione finalizzata alla coltivazione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti. In carcere sono finiti Diodato Di Martino, Casola 41 anni, Antonino  Di Lorenzo, Casola 66 e Ciro Gargiulo Lettere 55 anni, ai domiciliari Carmine Di Lorenzo 22 anni figlio di Antonino, Romeo Pane 57 anni Castellammare, Antonino Criscuolo 29 anni di Castellammare, Pasquale Di Nola 70 anni Gragnano e Anna Di Gregorio Scotto, l'unica donna di Luco di Marsi. 
L'operazione si ricollega al sequestro del 28 settembre 2016, quando i militari scoprirono una coltivazione di marijuana nelle campagne di Luco dei Marsi, camuffata da piante di mais, sequestrando sei tonnellate di piante e arrestando tre persone. Gli accertamenti hanno fatto emergere inconfutabili elementi circa la partecipazione degli indagati a un'associazione finalizzata alla coltivazione di marijuana, rivelando come l'attività fosse stata organizzata e finanziata da personaggi arrivati dall'area stabiese.
L'indagine ha fatto emergere che un primo tentativo era stato già realizzato nel 2015 a Luco dei Marsi, ma la piantagione non era andata a buon fine a causa di alcuni errori commessi nella gestione della coltivazione ed era stata data alle fiamme. Dopo il sequestro e gli arresti del 2016 la banda non si è però scoraggiata. Ancora un tentativo di coltivazione, poi fallito, è stato fatto nel 2017, nelle campagne tra Scurcola Marsicana e Capistrello. E anche quest'anno gli indagati, monitorati dai militari, si sono mossi sin dal mese di gennaio alla ricerca di un terreno idoneo alla coltivazione di marijuana nelle campagne della Marsica.
Il giudice ha ritenuto rilevanti le posizioni di due soggetti, appartenenti a clan camorristici dediti in via quasi esclusiva al traffico anche internazionale di stupefacenti, esperti nell'attività di coltivazione di piantagioni di marijuana, individuati come finanziatori e coordinatori delle attività di semina, cura e raccolto, funzionali poi alla lavorazione e alla successiva commercializzazione dello stupefacente.
08-05-2018 18:18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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