DOMENICA 05 FEBBRAIO 2023




Lo sport

Nicola Bellomo una vita per il Bari.

La carriera del campione barese

di Redazione
Nicola Bellomo una vita per il Bari.

Tutto l’amore per il Bari nel campionato di Nicola Bellomo

Addii dolorosi e ritorni, delusioni, speranze e quel desiderio sempre vivo che a 31 anni il fantasista del Borgo Antico coltiva sempre con la stessa passione. Passato, presente e futuro di Nicola Bellomo.

Nicola Bellomo, la trafila nel settore giovanile e l’etichetta pesante di “nuovo Cassano”.

Il parallelo con Cassano è scattato presto: lo stesso quartiere, lo stesso ruolo e, più avanti, persino la coincidenza di aver segnato all’Inter il primo gol in serie A. Si è sempre affannato a dire che erano diversi: sul piano caratteriale, si sentiva timido, non sarebbe stato semplice gestire le attenzioni continue che hanno sempre accompagnato il percorso di Antonio. Di lui si dice sempre che, con il suo talento, avrebbe dovuto ottenere molto di più ed è vero: era davvero geniale, oltre che incredibile sul piano tecnico. Tuttavia, la sua carriera merita solo applausi: ha militato nei top club, ha giocato in nazionale, è arrivato in finale ad un Europeo e anche le statistiche sulle quote delle schedine online lo hanno analizzato da una prospettiva che é rimasta positiva tra i vari opinionisti sportivi del settore..

16 maggio 2009: l’esordio in B con il Bari.

Bari-Modena 4-1. Il Bari già matematicamente promosso in serie A, un’atmosfera stupenda. Ma il ricordo più bello in quella stagione fu lavorare sempre in prima squadra, sotto la guida di Antonio Conte. Si vedeva che sarebbe stato un predestinato: da lui Nicola Bellomo ha appreso la cultura del lavoro.

Una stagione in C per farsi le ossa a Barletta e nel 2011 il primo ritorno, stavolta da protagonista.

Si veniva dalla retrocessione dalla A, la società aveva difficoltà: il ds Angelozzi volle ricostruire ripartendo dai giovani. E fece un grande lavoro per salvare il Bari, riuscendo a cedere Stoian, Fedato e anche il nostro Nicola. I due anni di B furono complicati: sei anni di penalità nel primo torneo, sette nel secondo. Senza quella zavorra, sarebbero andati ai playoff. Bellomo ha giocato con continuità, si è affermato.

Torrente avrebbe voluto impostarlo come regista puro.

In quegli anni esplose Verratti a Pescara: il mister pensava che Nicola avesse le caratteristiche per giocare come lui. E lui ne era convinto, ma le esigenze tattiche spesso richiedevano altro e si adattavo: mezzala, esterno offensivo, play. Però, aver ampliato il bagaglio, lo ha aiutato.

Dal Bari in A con Torino e Chievo.

Erano anche tempi diversi: ora basta una gara buona per guadagnare fiducia, prima non era così. Magari se fosse stato in A qualche stagione fa, ci sarebbe rimasto. Ma Nicola Bellomo non vuole alibi: ognuno ha il percorso che si merita.

E nel gennaio 2015 eccolo di nuovo in biancorosso.

Fu la parentesi che suscita i maggiori rimpianti. Era l’epoca di Gianluca Paparesta: le aspettative erano altissime, ma la società non aveva solide fondamenta. Il calcio si fa in altro modo, oggi esiste un abisso rispetto ad allora: il Bari attuale è un club modello. Ad ogni modo, sulla carta si doveva lottare per la promozione, in pratica non arrivarono nemmeno ai playoff. Si spezzò il metatarso e un affare già concluso sfumò. Da allora ha sempre pensato che avrebbe dovuto indossare ancora questa maglia.

Ma il giro è stato lungo: Ascoli, Vicenza, Sambenedettese, Salernitana, Reggina…

I matrimoni si fanno in due. Anche quando il Bari è finito in serie D, era pronto a rientrare, senza badare alla categoria. La svolta è arrivata incontrando il ds Polito: ha compreso le motivazioni di Nicola e lo ha riportato qui.

Quindi, la “quarta vita” barese.

È scontato che il sogno sia conquistare la categoria che la piazza merita. Ma non si deve commettere l’errore di sbandierare le ambizioni con voli pindarici. Il Bari è una neopromossa e la priorità è ottenere innanzitutto i punti per stare tranquilli. Tutto ciò che sarà in più, se lo prenderanno.

 

 


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30-11-2022 16:44:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA