MERCOLEDÌ 03 GIUGNO 2020
Il maxisequestro

Pasta prodotta in Turchia: un milione di chili fermati al porto

grano tenero invece di duro e presunte violazioni al Made in italy: per i legali del Pastificio è tutto in regola

di Luca Olivetti
Pasta prodotta in Turchia: un milione di chili fermati al porto

Prima di creare qualsiasi tipo di allarmismo alimentare ci teniamo a precisare che la pasta non ha alcun problema alimentare, la salute dei consumatori non è a rischio e nulla c'entra il consorzio tutela della Pasta di Gragnano IGP.

Il problema in questo caso è la provenienza. Ormai da parecchi giorni staziona sotto la custodia delle fiamme gialle al porto di Genova un carico di quasi un milione di chili di pasta, a marchio Santa Lucia, orbitante in uno dei più grandi gruppi di produzione pastaia di Gragnano proveniente dalla Turchia.

L'accusa è duplice: l'etichettatura sarebbe fuorviante facendo apparire il prodotto come italiano senza le dovute precisazioni, e la qualità del grano sarebbe inferiore a quella esposta.

Dall'ufficio stampa del pastificio arrivano precisazioni: "La pasta di cui si parla non è la linea del brand principale (che viene prodotta a Gragnano), bensì un altro brand del pastificio, che si chiama Santa Lucia ed è un brand nato quasi quarant'anni fa per il mercato africano, a cui tutt'ora è destinato. Inoltre tale prodotto non è stato importato in Italia ma sequestrato allo "stato estero", in quanto solo transitato per il trasbordo da un vettore all'altro, poiché diretto in Africa".

I legali del pastificio annunciano battaglia e presentano ricorso in cassazione, annunciando che "la situazione verrà presto chiarita".

Siamo nel pieno della battaglia, insomma, che si annuncia chiaramente spinosa e che potrebbe creare un precedente per quanto riguarda la complessa questione della contraffazione del prodotto italiano, volgarmente detta "italian sounding". Il paradosso di copiarci da soli.

16-03-2016 23:14:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA