GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




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Pedofilia, la Cei pubblica vademecum anti-abusi

Diffusi due manuali per le parrocchie

di Antonio De Felice
Pedofilia, la Cei pubblica vademecum anti-abusi

Evitare luighi "appartati" per la confessione, fornire ai genitori orari precisi di inizio e fine delle liturgie, puntare sulla formazione degli educatori: "l'obiettivo è aiutarli a tenere gli occhi aperti anche su quei comportamenti o quelle situazioni che potrebbero mettere in pericolo i più piccoli".
La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato due vademecum, da diffondere nelle parrocchie, per prevenire la piaga della pedofilia.
Due manuali che aiutano dettagliatamente ad avere comportamenti sempre "consoni", parola che ricorre spesso in questi sussidi a disposizione di sacerdoti e catechisti.
"I sussidi, pensati per formatori, educatori ed operatori pastorali, vogliono essere, senza alcuna pretesa di esaustività, strumenti di studio e di primo approfondimento per coloro che, all'interno delle équipe regionali, diocesane o interdiocesane, siano impegnati nella prevenzione di ogni forma di abuso in ambito ecclesiale", spiega la Conferenza Episcopale Italiana.
Tra le regle 'sacre': "evitare che il sacerdote si ritrovi da solo con un minore nella propria abitazione".
Per quanto riguarda le attività dei piccoli chiamati a fare i chierichetti o a cantare in chiesa, "i minori, specie se
piccoli, non vanno in alcun modo trattenuti oltre l'orario concordato con le famiglie. È da evitare la creazione di
rapporti esclusivi con qualcuno, o la creazione di piccoli circoli elitari".
Suggerimenti dettagliati arrivano anche per lo svolgimento di ritiri o campi estivi parrocchiali: "la distribuzione dei ragazzi nelle camere/camerate preveda sempre la presenza di almeno un educatore.
Meglio scegliere strutture con camerate con almeno sei/otto posti letto ciascuna, in modo da poter avere
presenti almeno due educatori".
Negli oratori spesso si pratica anche sport e allora "la presenza dell'allenatore all'interno dello spogliatoio,
situazione assai frequente, sia per ragioni pratiche di spazio sia per l'obbligo di vigilanza sui minori, impone particolare sobrietà e correttezza nel comportamento".
Occhio anche all'uso delle nuove tecnologie: agli educatori è vietato, per esempio, "contattare un minore sui social media utilizzando profili personali falsi" o "fotografare o videoriprendere con qualsiasi strumento un minore, senza il consenso previo dei genitori dello stesso".
Si spiega infine che l'abuso può esserci anche "senza contatto fisico".
"La cura e tutela dei minori è una priorità - sottolinea in conclusione la Cei - che vede da sempre impegnate le nostre parrocchie. Per rendere più efficace questo servizio educativo è decisivo che tutta la comunità si senta compartecipe e corresponsabile della custodia dei più piccoli".

 

29-09-2020 18:27:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA