GIOVEDÌ 21 OTTOBRE 2021




La nomina

Pompei, è cominciata l'era di Zuchtriegel: 'Rilancio di Stabia e Oplonti'

L'archeologo, arrivato da Paestum, punta sul sistema complessivo

di Redazione
Pompei, è cominciata l'era di Zuchtriegel: 'Rilancio di Stabia e Oplonti'

A Pompei, arriva Zuchtriegel, "in campo anche i droni" e nel suo programma il rilancio di Stabia e degli altri siti minori. L'archeologo tedesco raccoglie l'eredità di Massimo Osanna. Droni e sensori per mettere in campo un grande progetto "di manutenzione preventiva", una biblioteca digitale per "condividere subito le ricerche secondo un modello di archeologia pubblica", il rilancio dei siti cosidetti minori, da Stabia ad Oplontis a Boscoreale. Ma anche un 'patto col territorio' per riqualificare la 'buffer zone', che con le sue bancarelle, l'architettura sdrucita, i trasporti inefficienti, è da sempre una spina nel fianco del sito patrimonio dell'umanità. Per Pompei è il giorno del cambio della guardia, dopo Massimo Osanna arriva l'archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel, dal 2015 alla guida della vicina Paestum, di fatto la sua fortuna: "l'ho scelto perché ha dimostrato di essere bravissimo - dice il ministro della cultura Franceschini- come Massimo Osanna ha rilanciato Pompei riscattandola dalla stagione dei crolli, così Zuchtriegel ha rilanciato magnificamente Paestum, un posto sul quale nel 2014 erano in pochi a scommettere". Tant'è, Franceschini, che ne ha individuato il profilo nella terna finale del concorso lanciato mesi fa (presidente della commissione è stata Marta Cartabia) sceglie di presentarlo alla stampa da una delle spettacolari terrazze del Colosseo, che il sabato di pandemia ha svuotato dai turisti. Classe 1981, sposato e padre di due figli, da poco anche cittadino italiano, il neo direttore ha avuto la meglio su altri 43 studiosi. Con lui nella terna finale c'erano Francesco Sirano, l'attuale direttore di Ercolano, e Renata Picone, professore di restauro alla Federico II di Napoli. Il ministro sembra non aver avuto dubbi: "Ha cambiato Paestum, e non solo perché sono aumentati i visitatori ed è cresciuto il bilancio: come Pompei anche Paestum ora è un modello di accoglienza, un posto dove si cura la manutenzione e si fa ricerca, dove si portano avanti scavi archeologi". Insomma, "è la prova che noi italiani quando vogliamo fare le cose le facciamo bene", incalza Franceschini, che si affaccia sul Colosseo vuoto ma guarda oltre, immagina un futuro "nel quale il turismo internazionale tornerà ad affollare le nostre città e i nostri siti e troverà luoghi molto accoglienti come lo sono oggi Paestum e Pompei. Dobbiamo prepararci - ribadisce- lo Stato deve aiutare le tantissime aziende che stanno faticando in questa terribile traversata del deserto che è la pandemia, ma intanto dobbiamo ripensare all'accoglienza, attrezzarci per il domani". Osanna, che dal luglio 2020 è stato chiamato a guidare tutti i musei e i siti statali, annuisce, si complimenta con Zuchtriegel, ricorda i tanti temi ancora aperti a Pompei. "Mai abbassare la guardia sulla manutenzione", avverte, concordando con il suo successore sulla necessità, ora che il sito è stato messo in salvo , di puntare al coinvolgimento del territorio e al rilancio dei tanti siti che circondano la città antica. "Dobbiamo puntare all'obiettivo di un turismo sostenibile", dice. E i nuovi scavi? "Si faranno quando sarà necessario, così come è stato negli ultimi anni", risponde gentile Zuchtriegel. Che però sottolinea: "non sono la priorità. Abbiamo tantissimo materiale su cui studiare e tanti progetti su cui lavorare". Intanto la Campania è tornata in zona arancione, anche Paestum e Pompei dovranno di nuovo chiudere i loro cancelli.

20-02-2021 18:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA