DOMENICA 19 GENNAIO 2020
L'inchiesta

Portici, dopo quindici anni arrestati capi e affiliati del clan Vollaro: uccisero un boss

Agguato a Peppe Iacone. Tra i sette anche Mariano Donadona, che da un decennio viveva a Fano

di redazione
Portici, dopo quindici anni arrestati capi e affiliati del clan Vollaro: uccisero un boss
Dopo quindici anni hanno un nome e un volto i mandanti e i killer che uccisero Giuseppe Iacone e ferirono un ambulante, colpevole solo di essersi trovato nel posto sbagliato. Chiuso il cerchio per gli inquirenti sull'agguato avvenuto il 28 maggio del 2004 a Portici. Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita a carico di presunti capi e affiliati al clan Vollaro, perché ritenuti gravemente indiziati di porto e detenzione di arma, spari in luogo pubblico, ricettazione e omicidio premeditato in concorso tra loro e aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda partenopea, è stato eseguito dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Portici - Ercolano nei confronti di Pietro Vollaro, Giuseppe Vollaro, Antonio Romagnoli, Antonio Froncillo, Ciro Nocerino, Giuseppe Toti, tutti già detenuti per altri reati anche di natura associativa, e Mariano Donadona rintracciato nella provincia di Pesaro Urbino ove si era trasferito da circa un decennio. I fatti risalgono al 28 maggio 2004 quando in via Bellucci Sessa nell'area mercatale a Portici fu segnalata l'esplosione di colpi d'arma da fuoco, alcuni dei quali raggiunsero Giuseppe Iacone e un'altra persona che se la cavò con dieci giorni di prognosi per ferite al fianco destro. Iacone, dopo oltre due ore di intervento chirurgico all'ospedale Loreto Mare di Napoli, perse la vita per la gravità delle ferite riportate. Le indagini dirette dalla Dda ed eseguite dal Commissariato di Portici hanno consentito, nel corso degli anni, di raccogliere pregnanti indizi probatori a carico degli arrestati. Indizi ritenuti validi dal Gip del Tribunale di Napoli (13° Sezione) che ha emesso la misura coercitiva. 
04-02-2019 19:17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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