GIOVEDÌ 28 OTTOBRE 2021




L'Approfondimento

Quel teatro vicino al mare, che ora non c'è più

Ecco dov'era l'Arena Margherita dove mosse i primi passi Raffaele Viviani

di Sonia T. Carobi
Quel teatro vicino al mare, che ora non c'è più

C’era un piccolo teatro vicino al mare, alla fine dell’Ottocento.
E la sera, prima di cominciare lo spettacolo, il ‘capocomico’ prendeva per le orecchie un ragazzetto che correva all’impazzata tra le sedie, e se lo portava dietro le quinte. “Stai qui, e tenta di imparare qualcosa”. Magari detta non proprio così. Magari detta in dialetto, veloce, ‘aperto’, biascicato. Come parlano qui.

Quel ‘teatro’ si chiamava Arena Margherita. Il capocomico si chiamava Raffaele, il ragazzetto lo chiamavano Papilluccio. Ma in realtà si chiamava anche lui Raffaele. Raffaele Viviani. O Viviano. Cambia poco. Quello che conta è che diventerà una specie di leggenda del teatro italiano.  
Siamo a Castellammare. L’anno è il 1892. E l’Arena Margherita è ancora nel pieno della sua attività. Una baracca in legno, a pochi passi dalla Capitaneria di Porto, è il luogo dove il grande Raffaele Viviani ha mosso i suoi primi passi da teatrante.
Ma dov’è esattamente il teatro che non c’è più’? Siamo andati a cercarlo, tentando di capire il punto esatto dove la famiglia Viviano faceva spettacoli all’aperto, e dove Papilluccio deve aver deciso che quello sarebbe stato il suo mestiere.

IL TEATRO CHE NON C'E'
Intanto bisogna dire una cosa: su Viviani è stato scritto tanto, ma sui suoi (pochi) anni a Castellammare si sa pochissimo.
Per capirci qualcosa bisogna leggere la vita della sorella. Luisella Viviano. Di tre anni più grande di Papilluccio.
E’ grazie alla sua biografia che sappiamo di Salita Marchese De Turris, e del civico 13, dov’era la casa dei teatranti stabiesi.
Ma è soprattutto grazie a lei che riusciamo a ripercorrere il pezzo di strada che Luisella e Papilluccio si facevano ogni sera per raggiungere il padre a ‘teatro’.
Largo Pace, vico ‘del pesce’, quindi scalinata Tatone (erroneamente chiamata Tatore, ma che in realtà prese il nome dal proprietario che si chiamava Tatone Pappalardo) e poi di corsa verso lo slargo alla destra della Capitaneria di Porto. Dove era stata allestita una grande baracca di legno aperta solo d’estate. E dove si faceva il ‘varietà’. Ma molto alla buona.
Andando a rifare il percorso che i due fratellini Viviani facevano per andare dal padre, c’è anche una ‘chiave’ per comprendere una passione antica di Raffaele. Il suo amore per i ‘pupi’.
Sulla Scala Tatone, infatti, ogni sera d’estate’, forse prima che cominciassero gli spettacoli all’Arena Margherita, andavano in scena le avventure di Rinaldo e Orlando. Papilluccio era letteralmente incantato.
Insomma, il tratto di strada che va da piazza Orologio a poco prima dell’Acqua della Madonna, era la ‘strada dei teatri’ di Castelammare di Stabia. Teatri all’aperto, popolari, che hanno poi regalato al mondo un personaggio del calibro di Rafaele Viviani.
Oggi nello slargo vicino alla capitaneria c’è un parcheggio. Chissà quanti sanno che in quel punto è cominciata la storia del teatro napoletano.

 

11-07-2016 11:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA