SABATO 27 FEBBRAIO 2021




Castellammare

Rapina in gioielleria, presa la banda che aveva massacrato il commerciante dell'Annunziatella

Arrestati in tre due di Giugliano, Domenico Palma e Antonio D'Agostino e il basista stabiese Giovanni Brano

di Christian Apadula
Rapina in gioielleria, presa la banda che aveva massacrato il commerciante dell'Annunziatella

Ripresi dalle telecamere mentre fuggivano, lasciando a terra nel sangue il proprietario della gioielleria. Incastrati dalle immagini che, come nella sequenza di un film, ricostruiscono ogni momento della fuga in un furgone e in un auto dopo il raid in un negozio alla periferia di Castellammare. Sono stati arrestati in tre. E' ancora caccia al quarto uomo, mentre finiscono in carcere due pregiudicati di Giugliano e uno stabiese: il basista della banda. Si tratta di Domenico Palma, 43 anni; Antonio D'Agostino, di 41, entrambi di Giugliano in Campania ed attualmente agli arresti domiciliari, e Giovanni Brano, di 46 anni, di Castellammare, già detenuto nel carcere di Cassino, in provincia di Frosinone. A metterli nei guai fornendo le prove decisive agli inquirenti, dopo i video della sorveglianza, una telefonata intercettata dai carabinieri. Ma le prime sequenze che li riprendono vicino alla gioielleria, nel quartiere dell'Annunziatella, sono della mattina della rapina, quando i malviventi hanno effettuato il sopralluogo, per poi fare scattare il piano alle 17 del 23 marzo scorso. I tre devono rispondere, in concorso, di rapina aggravata, lesioni, porto e detenzione illecita di arma clandestina e ricettazione. La banda non si era accontenta, infatti, di portare via il bottino, ma aveva anche ferocemente colpito Michele Cimmino, il fratello del consigliere comunale, proprietario della gioielleria. In due erano entrati armati nel suo negozio. Prima di portargli via i valori, si erano accaniti sul suo volto con un taglierino, costringendolo a stendersi a terra. Avevano trovato la cassaforte, ma non riuscendo ad aprirla si erano accaniti sul gioielliere colpendolo alla testa con il calcio del fucile.
Dopo aver arraffato un panno con 30 bracciali d’oro e altri gioielli del valore complessivo di circa 13mila euro si erano dati alla fuga venendo immortalati da più telecamere installate lungo la strada percorsa. E poi gli avevano assestato un colpo dietro la nuca. Ora a distanza di poco più di due mesi i tre sono in carcere a Poggioreale, ad eseguire l'ordinanza firmata dal gip di Torre Annunziata su rischiesta del Procuratore Pennasilico, i carabinieri di Castellammare agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia. Nel frattempo gli inquirenti sono sulle tracce del quarto uomo. L'ultimo tassello mancante per chiudere una pagina nera di sangue e violenza. 

 

12-06-2017 11:16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA