GIOVEDÌ 02 APRILE 2020
il Caso

San Catello: a rischio tradizionale processione di maggio

Dura Omelia del parroco della Cattedrale: Comune assente, la chiesa resta sola

di Luca Olivetti
San Catello: a rischio tradizionale processione di maggio

Una domenica come tante, nella cattedrale di Castellammare: Vangelo, poi Omelia. Ed è proprio qui che una provocazione del parroco don Antonino dà il la ad una voce che inizia a girare tra i fedeli: Quest’anno San Catello non sarà portato in processione. Il senso delle parole, visto in maniera estremamente semplicistica, è che non è stata presa dal comune alcuna decisione a supporto della festa patronale. C’è chi ha parlato di motivi economici, chi addirittura parlava di ripicca da parte del prelato per evitare la solita passerella elettorale alle spalle del Santo portato a braccia in processione: il motivo, come sempre, è da ricercare più nel profondo, e nulla ha a che fare con le situazioni di cui sopra; tutto può essere riassunto in una sola parola: appartenenza.

La festa di San Catello a maggio è una festa di derivazione civile, non è il suo “onomastico”, come don Antonino stesso bonariamente lo definisce. E’ una festa nata per il volere della comunità, prima ancora di un volere religioso e, questa volta, è proprio la comunità che sembra aver fatto un passo indietro. Nessuna autorizzazione per classiche bancarelle che riempivano un tempo la villa comunale (alcuni potrebbero chiedersi “quale villa?”, ma questo è un altro discorso), nessuna decisione sul montaggio delle luminarie, da sempre e tradizionalmente offerte da Palazzo Farnese. Se da parte delle istituzioni c’è questo totale distacco e disinteresse nei confronti di una festa, ripetiamo, principalmente civile e non religiosa, per quale motivo San Catello dovrebbe effettuare il solito giro, magari salvando le apparenze della situazione in cui versa la collettività, a partire dai suoi rappresentanti che, proseguita su questa via, ha una sola destinazione, che prende sempre più la forma della disfatta?

La statua di San Catello non ha bisogno di farsi un giro per la città, è una statua; ma è per quello che la statua rappresenta per i cittadini stabiesi che San Catello deve essere portata in processione. Anche per questo l’idea di una petizione popolare potrebbe prendere forma, per dare una scossa ad una situazione di stallo che non porta da alcuna parte e dare una bella lucidata all’orgoglio da cittadino che ogni stabiese dovrebbe avere. Questo non significa che Castellammare non abbia altri problemi, sicuramente più gravi, e forse proprio per questo bisognerebbe evitare le scaramucce su quelli che problemi non dovrebbero essere.

Ci piacerebbe pensare che le parole del parroco siano solo una provocazione, ma se così non fosse, bisognerebbe prendere atto dell’ennesimo immobilismo istituzionale, ma abbiamo modo di credere che sia solo il primo atto di una situazione che andrà avanti. Va bene l’austerity, va bene il dissesto, va bene anche il commissariamento; ma tirare troppo la corda per gli amministratori potrebbe essere controproducente: Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi, a maggior ragione se ci troviamo a meno di un mese dalle elezioni comunali.

11-04-2016 10:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA