LUNEDÌ 20 SETTEMBRE 2021




Il fatto

Scavi di Pompei dormitorio, trovato un clochard: inchiesta sul flop videosorveglianza

Denunciato un giovane di Scafati

di Redazione
Scavi di Pompei dormitorio, trovato un clochard: inchiesta sul flop videosorveglianza

Clochard dormiva nei bagni degli scavi di Pompei. Aveva trovato rifugio nel parco archeologico, tra i più visitati al mondo. Dopo la scoperta, di ieri mattina, aperta un'inchiesta per capire cosa non ha funzionato nel sistema di sorveglianza. L'uomo, è stato ritrovato intorno alle 8 di mattina, quando l’addetto al servizio di pulizie del Parco di è accorto di un estraneo che dormiva all’interno dei bagni del quadriportico dei Teatri, dandone immediata comunicazione al personale di vigilanza.   Alessandro, un giovane trentunenne di Scafati senza fissa dimora, scavalcando la recinzione di Via Plinio, in prossimità di Porta Stabia, si è introdotto all’interno degli Scavi per cercare un posto dove dormire. Interrogato dai carabinieri ha raccontato che non si sentiva bene e ha deciso di cercare un posto sicuro negli scavi. Aperta un'inchiesta della Procura di Torre Annunziata, è stato denunciato a piede libero. La denuncia della vicenda arriva dai sindacati. Una nota a firma di Antonio Pepe della Cisl, Nicola Mascolo di Flp e Michele Cartagine di Unsa ricostruisce l'intera vicenda. “L’episodio dell’intrusione senza che il nuovo sistema di videosorveglianza lo segnalasse, susseguente quello della mancata segnalazione della tentata rapina di Porta Anfiteatro, è preoccupante per la sicurezza dell’area archeologica di Pompei. Ed è allarmante, perché conferma le difficoltà del nuovo sistema di telecamere per la videosorveglianza che, di fatto, presenta particolari elementi di criticità nel sistema antiintrusione in concomitanza di eventi rilevanti per la sicurezza e la salvaguardia del sito archeologico. In entrambi i casi, sia del tentato furto al Bancomat di Porta Anfiteatro sventato dai custodi così come in occasione di questa intrusione non sono state registrati danni ai beni archeologici, grazie all’efficienza del servizio di vigilanza interno, benché ridotto al minimo essenziale a causa della presenza di telecamere, il personale di vigilanza ha garantito la sicurezza del sito archeologico. Il nostro cruccio è sapere quanto sia costato e quanto dovrà essere ancora speso per questo nuovo impianto di videosorveglianza perché sembra proprio che l’Amministrazione non abbia fatto un buono affare a sostituire il sistema di videosorveglianza in uso precedentemente. L’unica cosa certa è che, da dati registrati in occasione di intrusioni, il precedente sistema di videosorveglianza è risultato sempre preciso ed efficace, rilevando gli intrusi e allarmando nell’immediatezza gli operatori della Sala Regia della situazione di pericolo, sia per la presenza di intrusi che di mezzi in movimento”.

22-08-2020 09:06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA