LUNEDÌ 29 NOVEMBRE 2021




Lo scontro

Scontro Di Maio-Vitiello: "Ero un massone, ma in caso di vittoria resto in Parlamento". E il leader dei Cinquestelle lo diffida: "Non usi il simbolo"

Il candidato alla Camera di Castellammare: "E' stato un hobby, ma non ho nulla di cui pentirmi"

di Mariella Parmendola
Scontro Di Maio-Vitiello:

Non molla. Non ritira la sua candidatura alla Camera e sfida Di Maio e i Cinquestelle. "In caso di vittoria non mi dimetto". Parla così Lello Vitiello finito in una bufera politica nelle ultime 24 ore, cioè da quando in un articolo del Mattino si parla della sua iscrizione alla massoneria. "Ho avuto una breve esperienza in una loggia massonica e si tratta di un periodo che ha caratterizzato solo una parte della mia vita, conclusasi in tempi non sospetti e non per ragioni di opportunismo politico". In velocità arriva la risposta dei Cinquestelle: "Essendosi rifiutato di rinunciare spontaneamente alla candidatura e all'elezione con il M5S, Lello Vitiello viene diffidato dall'utilizzo del simbolo del M5S. Vitiello non può essere eletto con il M5S a causa della sua adesione in passato al Grande Oriente d'Italia e per non averlo comunicato al MoVimento 5 Stelle all'atto della candidatura dichiarando quindi il falso". Lo comunica il MoVimento 5 Stelle. Una iscrizione che l'avvocato stabiese ammette. Il suo è quindi un netto "no" a mezzo stampa a quanto gli chiede il Movimento. Lui ribatte e non fa un passo indietro. "Quando ho firmato la mia candidatura con il MoVimento 5 Stelle ero in regola con il codice etico che ho letto e studiato come ogni altro adempimento burocratico e, allorquando ho appreso che si precludeva la candidatura a chi fosse iscritto alla massoneria, non ho avuto dubbi sull’opportunità di aderire al progetto del Premier Luigi Di Maio di apertura alla società civile" dice con tranquillità, spiegando quello che per il Movimento potrebbe essere un vero boomerang vista la campagna che il leader grillino ha ingaggiato contro i "grembiulini" in Italia. "Questa breve esperienza fa parte del mio passato e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Dopodiché, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perché più cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si è contraddistinto per tanto altro. È giusto prendere le distanze dalle devianze di ogni tipo, come ho sempre fatto del resto anche io sono sempre stato contro ogni estremismo e ritengo che fenomeni politici e sociali che vanno contro l’umanità o il singolo individuo vadano respinti con forza e a gran voce in ogni consesso, elettorale o meno che sia". Questo il prologo, poi il finale a sorpresa che respinge al mittente la richiesta di Di Maio. "Come candidato in un collegio uninominale io rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata. Non remerò contro il MoVimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me". Con oggi la guerra tra Vitiello e il movimento è appena cominciata. 

11-02-2018 20:47:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA