SABATO 07 DICEMBRE 2019
L'inchiesta

Scoperto giro di usurai in penisola sorrentina, sedici indagati tra imprenditori e professionisti

A capo dell'organizzazione Rosario Maresca di Piano e Ciro Bifaro di Giugliano

di redazione
Scoperto giro di usurai in penisola sorrentina, sedici indagati tra imprenditori e professionisti

Imprenditori e professionisti che approfittavano della loro posizione per ridurre sul lastrico chi aveva bisogno di soldi. Un grosso giro in cui risultano coinvolti molti nomi noti della penisola sorrentina. Sono sedici gli indagati per usura, riciclaggio e altri pesanti reati. Sono già da tempo agli arresti domiciliari i due capi dell’organizzazione Rosario Maresca di Piano di Sorrento e Ciro Bifaro di Giugliano, ma ora sono finiscono nei guai anche i complici del vasto giro. E’ l’ultima puntata di un’inchiesta cominciata nel 2013 su di una rete che costringeva le vittime a versare nelle casse degli usurai interessi del 50% rispetto al prestito. Ma alcuni degli indagati non si sarebbero fermati allo strozzinaggio. L’inchiesta ha svelato anche l’esistenza di una truffa ai danni di un imprenditore che si occupa di riparazione di barche. A lui sarebbero stati consegnati assegni denunciati, tempo prima, come smarriti o provenienti da conti correnti chiusi da decenni.
Le attività investigative dirette dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, avviate dai Carabinieri di Piano di Sorrento nell’anno 2013 e proseguite, grazie alle approfondite analisi di carattere patrimoniale e bancario, dalle Fiamme Gialle di Massa Lubrense, hanno posto in luce un inquietante, ma consolidato sistema di concessione di ingenti prestiti di denaro a favore di altri imprenditori in difficoltà economica, posta in essere con l’applicazione di gravosi tassi usurai o, comunque, in piena abusiva sostituzione ai canali di credito autorizzati. A parlarne a telefono non sapendo di essere intercettati, erano i protagonisti di questa vicenda che preferivano non dare nell’occhio incontrandosi, ma si scambiavano le informazioni tramite messaggi e telefonate.
Seguendo i flussi di denaro movimentati sui conti correnti dagli indagati, attraverso l’attento esame delle movimentazioni finanziarie operate su carte ricaricabili Postepay i militari sono riusciti a ricostruire il vasto giro di usura e di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, riuscendo a superare gli escamotages posti in essere dagli indagati, i quali si dimostrava molto accorti nell’evitare ogni incontro di persona.
A conclusione delle predette indagini, è stato ricostruito come, grazie alla complicità dei gestori di alcuni punti di ricarica SISAL della penisola sorrentina – che omettevano di indicare le generalità del soggetto per conto del quale eseguivano le operazioni di ricarica delle carte ricaricabili o che le indicavano false, apponendo il proprio codice fiscale o quello di altri – gli indagati hanno anche riciclato le ingenti somme di denaro frutto della loro illecita attività usuraia o di abusivismo finanziario, al fine di disperdere le tracce delle attività delittuose o di evitarne la tracciabilità.

25-01-2017 16:27:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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