DOMENICA 03 LUGLIO 2022




Il fatto

Si riapre il caso Scafarto, l'assessore alla legalità di Cimmino: "Mi scuso con Renzi e con la sua famiglia"

Il maggiore dei carabinieri sotto inchiesta: "Ho fatto errori involontari, nessun disegno politico". Il Pd: "Destra con una doppia morale, da prima gli italiani a prima gli indagati"

di Redazione
Si riapre il caso Scafarto, l'assessore alla legalità di Cimmino:

Racconta di averlo detto anche ai magistrati. “Mi sono scusato con la famiglia Renzi e con tutti quelli che ho coinvolto”. Da quando è diventato assessore a Castellammare Gianpaolo Scafarto ha di nuovo tutti i riflettori su di se e dice ai giornalisti di avere messo a verbale quanto oggi dichiara. “Ho sbagliato, ma si tratta di errori involontari”. Una tesi che hanno portato avanti i difensori del maggiore di carabinieri ben prima che oltre alla divisa, indossasse anche le vesti di assessore alla sicurezza per il sindaco di centrodestra Gaetano Cimmino. Niente disegno politico, ma solo errori di trascrizione in quelle carte che gli sono costate l’accusa di depistaggio e falso secondo la Procura di Roma. E oggi queste sue parole ritornano sulla scena grazie ai principali quotidiani nazionali. Ha condotto l'indagine sul coinvolgendo il padre dell'ex premier Matteo Renzi, Tiziano. Ora l’ufficiale del Noe chiede pubblicamente scusa alla famiglia dell’ex premier, parlando di errori "involontari" dalle pagine di Repubblica, che oggi lo ha intervistato. "Non ho velleità politiche e non ho mai portato avanti un'indagine per scopi politici", rivendica il neo assessore che già prima di essere nominato ha dovuto rispondere a Renzi. In una diretta Fb l’ex presidente del Consiglio tendeva a vedere un legame tra l’impegno investigativo di Scafarto contro la sua famiglia di ieri e l’incarico con un sindaco di Forza Italia di oggi. "Se si legge l'ordinanza del Riesame ho commesso solo degli errori e, trattandosi di una informativa complessa scritta in 19 giorni, forse ne ho fatti anche pochi". E al cronista che gli chiede se ha mai pensato di chiedere scusa alla famiglia Renzi per gli "errori" commessi risponde: "L'ho messo anche a verbale nel primo interrogatorio. Mi sono scusato non solo con i Renzi, ma con tutti quelli che involontariamente posso aver tirato in ballo nell’inchiesta". Ma questo non placa il Pd, che ancora ieri attaccava la scelta del sindaco di Castellammare. "E’ un insulto a tutti coloro che sono coinvolti nell'inchiesta Consip, all'onore dell'Arma dei carabinieri e a tutti i cittadini che credono nello stato di diritto e che attendono che si faccia finalmente chiarezza sull'indagine" affermano in una nota congiunta la segretaria regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, e il segretario metropolitano del Pd Napoli, Massimo Costa.
"La scelta di Scafarto- aggiungono Tartaglione e Costa - è la dimostrazione plastica della cifra politica dell'amministrazione guidata dal sindaco Cimmino. La destra della doppia morale, della legalità piegata a proprio uso e consumo, del rispetto delle regole solo se non si tratta dei propri amici. È un bel salto di qualità: da 'prima gli italiani' a 'prima gli indagati'". E sempre ieri sul caso Scafarto interviene in modo ironico anche Antonio Bassolino: “La nomina del capitano Scafarto ad assessore del Comune di Castellammare è certamente legittima ma solleva un problema di opportunità politica ed istituzionale grande quanto il Monte Faito che sovrasta la città stabiese". 


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23-07-2018 13:56:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA