DOMENICA 23 GENNAIO 2022




Torre del Greco

Somigliava troppo al bersaglio dei Falanga, ucciso per errore: la verità dopo 18 anni

Vincenzo Cardone ammazzato a 23 anni, individuati i colpevoli: Sebastiano Tutti e Antonio Scognamiglio

di Redazione
Somigliava troppo al bersaglio dei Falanga, ucciso per errore: la verità dopo 18 anni

Ci sono voluti diciotto anni per sapere la verità. Era il 1998 quando fu ucciso a 23 anni come si fa con chi sbaglia nelle faide sanguinose tra cosche. Vincenzo Cardone morì perché somigliava troppo ad un killer del clan Chierchia e aveva prestato il suo scooter a chi non doveva. Non c'entrava nulla con la camorra ed il suo assassinio fu un ''errore'' dei sicari. Si trovava davanti ad un bar di pregiudicati sul suo motorino quando gli spararono, uccidendolo sul colpo.
A quasi 18 anni di distanza si fa luce sull’omicidio del giovane, ucciso in circostanze apparse da subito misteriose a Torre del Greco il 26 settembre 1998.
Per questo delitto i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata e gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA nei confronti di Sebastiano Tutti, 49 anni, già detenuto, ed Antonio Scognamiglio, 52, sottoposto al regime di sorveglianza speciale.
Entrambi sono accusati di omicidio premeditato e porto e detenzione illegale di armi e ricettazione aggravate dal metodo mafioso.
Le indagini hanno accertato che Cardone fu scambiato per un pregiudicato del clan Chierchia, che aveva coperto la fuga dei sicari responsabili, una settimana prima, dell' uccisione di Santo Tutti, fratello di Sebastiano.
Cardone pagò con la vita la somiglianza fisica con il vero obiettivo dei killer del clan Falanga, allora contrapposto ai Chierchia per il controllo dei business della camorra, dalle armi al traffico di droga.

15-07-2016 14:29:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA