GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2021




La riflessione

Terremoto 1980, città mai ricostruite e dimenticate: come risvegliare le "Belle addormentate"

Da 36 anni ancora mille sfollati e comuni fermi al 1980, riscopriamo quei luoghi

di Francesca Pasqua
Terremoto 1980, città mai ricostruite e dimenticate: come risvegliare le

Esattamente 36 anni fa in questo 23 novembre 1980 alle ore 19.34 un terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter sconvolse l'intero territorio campano e la Basilicata principalmente. Ancora oggi in Irpinia ci sono piccole città non ricostruite e completamente abbandonate mentre la popolazione è in decrescita, ed è chiaro che l'evento calamitoso ha contribuito in maniera decisiva allo spopolamento dei piccoli borghi. Apice, Castelpoto, Tocco Caudio, Melito Irpino, Conza della Campania, Aquilonia vecchia, Senerchia e Calitri Castello sono le città “Belle addormentate”, così come le ha definite lo scrittore e giornalista napoletano Antonio Mocciola nell'omonimo libro. Sono città fantasma, cristallizzate, con orologi ancora fermi alle 19.34 di quel 23 novembre. Da 36 inoltre ci sono ancora quasi mille sfollati che vivono in casette prefabbricate.

I luoghi si spostano, si modificano, si trasferiscono. Ma i luoghi possono anche morire, e questo è quello che ci insegna la storia e quello che è accaduto per queste città. C’è un rischio immanente alle civiltà, come alle culture, alle storie: ed è la loro fine. I conflitti in corso e il recente terremoto ci ricordano che in qualche modo i luoghi possono morire per sempre. Cosa possiamo fare allora, senza affidarci unicamente agli interventi e alle iniziative dall’alto che non arrivano mai? Una soluzione potrebbe essere quella adottata da associazioni e pro loco come quella di Conza della Campania che lavorano per costruire una rete turistica nel loro territorio attraverso visite guidate, concorsi fotografici per raccontare il proprio paese in un click, degustazioni di prodotti tipici e promozione di mercatini. Se i luoghi non parlano più, è possibile almeno parlare dei luoghi. Ripensare e immaginare una letteratura sui luoghi, che sappia restituirne il segreto, la ricchezza e le sfumature è indispensabile per dare indicazioni anche sulla loro ricostruzione così come ha fatto Mocciola nel suo libro.

23-11-2016 12:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA