VENERDÌ 13 DICEMBRE 2019
Il fatto

Tesoro da 22 milioni di euro sequestrato ad un gioielliere, a capo di una holding usuraia

L'imprenditore di Portici annotava tutto in agenda: rubini e diamenti in sei banche diverse

di redazione
Tesoro da 22 milioni di euro sequestrato ad un gioielliere, a capo di una holding usuraia

Un tesoro da fare invidia ad un grande industriale. Ma il castello di ricchezza era stato costruito sul dolore e i sacrifici degli altri. Conti correnti, titoli, fondi, 23 immobili, auto e gioielli, per oltre 21,5 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Portici a un gioielliere, Giulio Mendone, accusato di usura e di avere evaso imposte sul valore aggiunto per oltre 21,6 milioni di euro.
I finanzieri di Portici sono riusciti a ricostruire tutti gli aspetti della sua attività - sia quella di gioielliere, sia quella di intermediario abusivo che applicava tassi usurari - grazie alle agende, una per ogni anno, su cui aveva annotato, meticolosamente, ogni sua transazione.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'imprenditore, titolare della ditta individuale "Zephyr", ha presentato dichiarazioni dei redditi "infedeli" relative agli anni che vanno dal 2009 al 2014. La sua attività, Mendone l'ha condotta anche senza un vero e proprio negozio ma servendosi di sei cassette di sicurezza in altrettante banche dell'hinterland napoletano, dove conservava gioielli, e pietre preziose (diamanti, rubini e perle). Il gioielliere, inoltre, cambiava assegni post datati ai colleghi applicando tassi usurari e sfruttando la sua ingente disponibilità di denaro. Più la data di riscossione dell'assegno era avanti nel tempo, più alto era il tasso di interesse applicato. Inoltre se l'assegno, per una qualche ragione, non poteva essere riscosso, il gioielliere-intermediario convocava chi lo aveva emesso e lo obbligava a consegnarne un altro. Inoltre tratteneva i monili che spesso si faceva consegnare come pegno.
I finanzieri, su disposizione del gip del Tribunale di Napoli, hanno sottoposto a sequestro preventivo "per equivalente" disponibilità finanziarie per 8,5 milioni di euro; 23 immobili tra Napoli e Caserta per 1,8 milioni di euro; tre autovetture, per 20 mila euro, e centinaia di gioielli e pietre preziosi di valore. Le indagini sono state coordinate dalla sezione Criminalità Economica della Procura della Repubblica di Napoli. 

14-03-2016 16:22:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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