MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2022




Il fatto

Torre Annunziata, imprenditore ridotto sul lastrico da due strozzini: arrestati zio e nipote

In cella Vincenzo Visiello e Salvatore Esposito, l'inchiesta continua su altri casi

di Redazione
Torre Annunziata, imprenditore ridotto sul lastrico da due strozzini: arrestati zio e nipote

Imprenditore costretto a pagare interessi altissimi ai suoi strozzini. Minacciato di morte e terrorizzato versava ai suoi aguzzini quattromila e duecento euro al mese. Ridotto sul lastrico, la vittima di Torre Annunziata ha deciso di denunciare zio e nipote. Nei giorni scorsi, personale del Commissariato di Torre Annunziata ha dato esecuzione al provvedimento del fermo di indiziato di delitto ex art. 384 c.p.p. e seguenti emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nei confronti di Vincenzo Visiello, nato a Torre Annunziata il 18.01.1969 alias “a rutella”, pregiudicato, e del nipote Gennaro Salvatore Esposito, nato a Pompei il 20.12.1981 alias “ò cassuolo”, incensurato. Il provvedimento restrittivo veniva emesso poichè i due sono ritenuti responsabili, con la complicità della moglie di Visiello, del reato di usura perpetrata in danno di un imprenditore di Torre Annunziata. Nell’agosto scorso, l’imprenditore, vessato da quasi 10 anni di esosi interessi versati dapprima a Visiello e poi anche al nipote, non riuscendo più a tener testa ai pesanti impegni assunti che lo costringevano a versare rispettivamente allo zio 3.500 euro mensili per un prestito di centomila euro ed all’Esposito di 700 euro mensili a fronte di un prestito di circa ventimila euro senza trarre alcun beneficio dal capitale ottenuto ancor tutto da restituire, ridotto ormai quasi sul lastrico e senza alcuna possibilità di liberarsi dei debiti, si determinava a rivolgersi alla Polizia. Il personale del Commissariato di Torre Annunziata, formalizzata la denunzia prontamente trasmessa alla Procura di Torre Annunziata, e su disposizione dell’Autorità giudiziaria, iniziava una attenta e tempestiva attività di monitoraggio dei contatti della vittima con gli usurai. Dall’attività posta in essere si raccoglievano numerosi elementi che consentivano di ricostruire la vicenda e quantificare debito ed interessi già versati dalla vittima. In particolare si appurava che nel corso dei trascorsi anni, la vittima aveva già versato all'usuraio, suo principale debitore, oltre 250 mila euro di interessi senza ottenere alcun beneficio sulla riduzione del capitale; il nipote, inoltre, aveva imposto alla vittima il pagamento di un’altra somma arbitrariamente accollata per un prestito insoluto di persone terze della cui insolvenza era stato ritenuto responsabile la già vessata vittima che ad una più accesa rimostranza si era visto minacciare con una pistola. Il monitoraggio degli usurai, che con il passare del tempo diventavano sempre più pressanti nei confronti della vittima, la costante e tempestiva comunicazione degli sviluppi della vicenda, facevano ritenere all’A.G. inquirente, anche in considerazione dell’esposizione della vittima ad eventuali pericolose ritorsioni, l’opportunità di emettere un decreto di fermo a carico degli usurai provvedendo nel contempo a fare eseguire perquisizioni presso le abitazioni di entrambi e l’attività commerciale dell’Esposito a Torre Annunziata. Nel corso delle perquisizioni venivano rinvenuti e sequestrati varie decine di assegni di vario importo di diversi istituti di credito per lo più delle provincie di Napoli e Salerno, sui quali sono in corso accertamenti, varie cambiali e complessivamente oltre settantamila euro in contanti. I due fermati, sono stati portati presso la Casa Circondariale di Poggioreale. In sede di convalida il Gip presso il Tribunale di Torre Annunziata ha emesso ordinanza di custodia cautelare a loro carico. L’attività di indagine procede con l’intento di individuare altre vittime dei due usurai.
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09-11-2019 10:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA