GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE 2019
Il caso

Tre milioni di euro in Finanziaria alla società di parenti e amici di partito, scoppia il caso su Milo e Langella

Nell'inchiesta della Gabanelli il figlio dell'ex parlamentare di Agerola e il vicesindaco di Gragnano D'Apuzzo

di redazione
Tre milioni di euro in Finanziaria alla società di parenti e amici di partito, scoppia il caso su Milo e Langella

“Non ne sapevo nulla. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una cosa a dir poco imbarazzante”. Lo definisce così il ministro Calenda un emendamento alla finanziaria approvato su proposta degli ex parlamentari Antonio Milo e Pietro Langella. I due senatori verdiniani che sono riusciti a far passare a favore di una società  un finanziamento da tre milioni di euro diventato in queste ore un caso giornalistico. Quattro righe, firmate dai parlamentari di Agerola e Boscoreale, nel silenzio di un’aula distratta che però ha attirato l’attenzione di Milena Gabanelli dopo che varie proteste e dubbi sono girati sui social all’indomani del via libera alla Finanziaria. Un’inchiesta della nota giornalista pubblicata sul Corriere.it che punta a dimostrare come quei soldi, attraverso un sistema di scatole cinesi, finissero fino al Consorzo italiano per le infrastrutture e servizi del territorio. Una società che, nata meno di un anno fa, detiene una quota della IsiameD. Un percorso neanche tanto tortuoso che porta a vicepresidente e consigliere del consorzio: Mario D’Apuzzo e Gianluca Milo. E cioè al vicesindaco di Gragnano, amico di partito di Milo e a suo figlio. Un finanziamento, quindi, a parenti e compagni di “Ala” di cui il ministero dello Sviluppo economico non sapeva nulla. Carlo Calenda lo ha scoperto quando la notizia ha iniziato a circolare sui social dopo il via libera della Camera, a cui poi è seguita la sua decisione di imprimere uno stop al dispositivo e chiedere alla Commissione Europea di verificare che non si tratti di aiuti di stato. I tre milioni di euro dal 2018 al 2020 alla IsiameD digitale srl sarebbero diretti alla “promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e della smart city”. Per la Gabianelli questi nomi portano ad un cerchio che si chiude. “Con Mario D’Apuzzo, ex senatore di Ala, entrato in Senato il 9 gennaio 2018 per uscirvi il 22 di marzo e i due consiglieri Vincenzo Sassi, già proprietario di IsiameD, e Gianluca Milo, 21 anni, figlio del senatore Antonio Milo, uno dei firmatari dell’emendamento che regala tre milioni alla IsiameD”. Un cerchio che si chiude e un caso che si apre, con ricadute nel triangolo tra Boscoreale, Gragnano e Agerola.

02-05-2018 19:06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO