VENERDÌ 13 DICEMBRE 2019
L'inchiesta

Truffa all'Inps, profitti su maternità e malattie: arrestati sei professionisti

Ai domiciliari il Pierpaolo Porzio, stabiese, responsabile di Federaziende

di redazione
Truffa all'Inps, profitti su maternità e malattie: arrestati sei professionisti
Una truffa da oltre due milioni di euro. Coinvolti professionisti che avevano ideato un meccanismo per frodare Inps e Agenzia delle entrate. L'inchiesta della Procura di Nocera ha fatto scattare gli arresti per sei persone. Un giro di false attestazioni per fare profitti su bonus Renzi, maternità e malattie. Gli arresti, eseguiti presso le rispettive abitazioni, riguardano Gianluca Santilli, Paganese di 41 anni, responsabile di zona di Federaziende Pagani; Aniello Massaro, di Moiano, 40enne, responsabile di Federaziende Moiano; Pierpaolo Porzio, di Castellammare, responsabile regionale Federaziende Campania, come Pietro Mosca, di Casoria, 49enne; Eleno Mazzotta, 43enne di Lecce e Gennaro Capoccia di Lecce, 67enne. Nei guai altri 81 soggetti, coinvolti nella maxi-inchiesta, per i quali la procura aveva chiesto il divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa o uffici direttivi, misura poi negata dal gip. Gran parte del lavoro investigativo coordinato dalla procura è stato svolto dagli uomini della sezione pg dei carabinieri guidata dal luogotenente Alberto Mancusi, col coordinamento del sostituto procuratore Roberto Lenza. Notificati anche 81 avvisi di garanzia e diverse ordinanze di divieto temporaneo di esercitare l'attività d'impresa. L'attività investigativa, avviata nel corso del 2018, ha consentito di accertare l'esistenza di un sodalizio criminale composto da consulenti del lavoro, imprenditori e faccendieri che, attraverso compensazioni fittizie derivanti da importi conguagliati relativi ad arretrati per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità e bonus Irpef 80 euro (bonus Renzi), riuscivano ad ottenere indebite erogazioni previdenziali da parte dell'Inps e crediti di imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate e ricevevano l'indebita percezione di indennità previdenziali pari a oltre 2 milioni di euro. Gli indagati avevano individuato una falla all'interno del sistema di controllo dell'Inps e del Sispi - società italiana di servizi per la previdenza integrativa.
23-03-2019 09:34:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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