GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2021




L'inchiesta

Ucciso per un parcheggio, la figlia inchioda le belve: 'Davanti a me gli assassini di mio padre'

La giovane ha riconosciuto i quattro uomini dell'aggressione

di Redazione
Ucciso per un parcheggio, la figlia inchioda le belve: 'Davanti a me gli assassini di mio padre'

Sono divisi solo da un vetro. Lei li vede e tornano quelle immagini. Non ha dubbi: “Sono stati loro”. Maria Adriana Cerrato ha ricostruito ogni momento della tragica notte del 19 aprile in cui ha visto uccidere il padre. La figlia di Maurizio ha riconosciuto le quattro belve che sono finite in carcere per l’omicidio avvenuto in un garage a Torre Annunziata per un parcheggio.

Questa mattina la giovane è stata ascoltata dal gip Criscuolo e dal pm Moccia e dagli avvocati per l’incidente probatorio.

Maria Adriana, seguita dall’avvocato Giovanni Verdoliva, ha risposto a tutte le domande con enorme freddezza. Mai un attimo di commozione. La teste ha parlato della prima parte della lite avvenuta tra Giorgio Scaramella e il papà, al quale ha assistito anche la sorella Rosa. Poi, dopo qualche attimo di calma apparente, il ritorno dello Scaramella assieme alle altre tre belve: il fratello Domenico, Antonio Cirillo e Antonio Venditto.

Proprio quest’ultimo, difeso dall’avvocato Mauro Porcelli, ha più volte dichiarato di non aver partecipato al delitto e di non essere in via IV Novembre al momento dell’uccisione di Maurizio Cerrato.

Inoltre, come già detto durante le ore successive, Maria Adriana ha affermato di non aver visto chi ha materialmente ucciso il padre tra le quattro belve.

L’incidente probatorio si è concluso dopo quattro ore. Proseguono così le indagini da parte della Procura per delineare in maniera definitiva la dinamica del delitto. Poi si darà il via al processo.

18-05-2021 22:36:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA