LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2020
Castellammare

Vozza chiede agli avversari: "Pannullo e Cimmino mandino le liste all'Antimafia e indichino la giunta prima del voto"

L'affondo dell'ex sindaco: "Premiate le coalizioni degli scioglimenti e la vecchia politica delle clientele"

di redazione
Vozza chiede agli avversari:

Vozza si sente sconfitto. “E’ inutile negarlo, bisogna dire le cose come stanno. Noi abbiamo perso”. E’ amareggiato l’ex sindaco di Castellammare, si sente dalla voce che tradisce la stanchezza. Quella stanchezza che cade addosso quando si sente il peso di una scommessa persa. “Gli stabiesi hanno votato per la vecchia politica, il 68% dell’elettorato dando il loro consenso a Pannullo e Cimmino hanno premiato le coalizioni degli scioglimenti”. Lo dice come chi è consapevole che “certo anche io sono la vecchia politica, ma ho messo in campo un’operazione nuova”. Un’operazione che si è fermata prima del ballottaggio. Allarga lo sguardo fuori Castellammare, Vozza: “Basta ipocrisie. A Roma, a Torino i cittadini hanno determinato una rottura con le vecchie logiche, a Castellammare questo non è avvenuto. Noi e i Cinquestelle potevamo rappresentare questa rottura e invece sono prevalse vecchie logiche e vecchie clientele”. Usa un tono riflessivo, ma sceglie parole dure nei confronti degli avversari che sono andati al ballottaggio: “Sono uguali, entrambi hanno fatto prevalere gli stessi meccanismi”. Poi ecco le sue condizioni: “Se vogliono dimostrare di essere candidati liberi facciano due cose: mandino le liste all’Antimafia e dichiarino la giunta prima del voto. Vediamo se saranno in grado di indicare nomi non condizionati da chi gestisce pacchetti di tessere”. Queste le condizioni che detta il candidato a sindaco che, con le sue tre liste ha ottenuto più di cinquemila voti. In particolare Vozza si sofferma sul terreno delicato del condizionamento dei consensi. “Mandare le liste all’Antimafia aiuterebbe a chiarire i dubbi sul controllo del voto in alcuni quartieri. Non c’è niente di male se chiedessero aiuto per capire cosa è avvenuto. L’ho chiesto già prima pubblicamente a Pannullo e Cimmino, lo ripeto ora. In più di un quartiere mi è stato detto che c’è stato addirittura chi ha comprato voti per 50 euro, rivendendoli a 70 al candidato per guadagnare in quest’operazione venti euro a preferenza”. Un mercato denunciato da Salvatore Vozza già in campagna elettorale, quando ha più volte chiesto maggiori controlli sulle operazioni di voto. “I miei dubbi su chi ha pacchetti di tessere e fa fortune elettorali all’improvviso restano anche ad urne chiuse”. Per Vozza tra Pannullo e Cimmino non c’è differenza, ma l’affondo più pesante è sul Pd. “Non voglio entrare nelle vicende di un partito che non è il mio. E’ evidente che al suo interno ha vinto la componente di Mario Casillo. Ma vado oltre, con l’operazione politica messa in campo sono riusciti a diventare minoranza di una coalizione di centrodestra”. Per l’ex sindaco le cinque liste di Pannullo non si possono definire parte del centrosinistra. “Quella coalizione ha interi blocchi che alle ultime amministrative stavano con la destra di Pentangelo”. Parole che lasceranno il segno, chiudendo definitivamente la porta a possibili sostegni a Toni Pannullo: “Dico solo che si è collocato in una posizione di minoranza, insieme al suo partito. Mi auguro che questo non porti al quarto scioglimento. Sarebbe il caos”. 

07-06-2016 18:11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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