DOMENICA 17 OTTOBRE 2021




Il fatto

Whirlpool lascia Napoli, scoppia rabbia e protesta tra i lavoratori

Tavolo con il ministro Di Maio la prossima settimana: "Mancanza di rispetto"

di Redazione
Whirlpool lascia Napoli, scoppia rabbia e protesta tra i lavoratori

Rabbia, protesta e sorpresa. Un mix di sentimenti per la doccia fredda arrivata a Napoli. Quello che doveva essere un incontro quasi di routine, volto solo a monitorare l'andamento dell'accordo quadro raggiunto lo scorso 25 ottobre, si è trasformato in una brutta sorpresa per i lavoratori della Whirlpool. L'azienda, infatti, pur confermando gli investimenti previsti nel piano 2019-2021 (circa 250 milioni, di cui 80 già spesi nei primi mesi di quest'anno), ha annunciato l'intenzione di cedere lo stabilimento di Napoli, dove lavorano circa 430 dipendenti sugli oltre 6.300 degli 8 siti italiani.
Una doccia fredda per i sindacati che hanno subito indetto uno sciopero e richiesto un tavolo di crisi al Mise. L'incontro è stato programmato per martedì prossimo, il 4 giugno alle 15, e lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha definito il comportamento dell'azienda "una mancanza di rispetto" nei confronti dei lavoratori, ancor prima che del ministero e del governo. Il Mise fa poi sapere di essere pronto a rimettere in discussione l'intero piano industriale, chiedendo spiegazioni urgenti all'azienda e tutelando al 100% tutti i lavoratori coinvolti. La decisione della multinazionale degli elettrodomestici è "inaccettabile", secondo tutti i sindacati, perché "in netto contrasto con l'accordo raggiunto a ottobre" fa notare il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco, ricordando che il sito partenopeo "non solo non avrebbe dovuto chiudere, ma addirittura ricevere nuove produzioni". Quell'accordo prevedeva investimenti su Napoli per 17 milioni di euro e "non può essere toccato in nessuna forma, tanto meno con una cessione di uno stabilimento", ha avvertito la segretaria nazionale della Fiom, Barbara Tibaldi, aggiungendo che "se lo si tocca si mette in discussione l'insediamento e la tenuta dell'impresa nell'intero paese". Secondo quanto riferito dai vertici aziendali ai sindacati, la profittabilità del sito campano "nonostante gli investimenti, resta sotto la media del gruppo e non è più sostenibile" ha riportato la segretaria nazionale Fim Cisl, Alessandra Damiani, facendo notare però che l'annuncio è arrivato senza nessun preavviso, rivelandosi di fatto una scelta unilaterale. Ecco perché unitariamente Fim, Uilm, Fiom e Uglm chiedono al governo di farsi garante e danno per scontato che domandi a Whirlpool di rispettare l'accordo del 25 ottobre scorso: "non solo per elementari esigenze di tutela dei lavoratori, ma anche perché di quell'accordo fu sottoscrittore anche lo stesso ministro".

31-05-2019 19:06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA