GIOVEDÌ 18 AGOSTO 2022




Il commento

Willy massacrato da violenti, la generosità salva e non uccide

La riflessione di Pasquale Somma: 'Non è giusto voltarsi dall'altra parte'

di Redazione
Willy massacrato da violenti, la generosità salva e non uccide

Dalla rassegna stampa sulla vicenda di Willy emerge una triste realtà: Willy avrebbe dovuto voltarsi dall’altra parte. Questo è il messaggio che sta passando. I titolisti manco si rendono conto dell’ambiguità delle loro parole. Willy non è stato ucciso dalla sua generosità, Willy è stato ucciso da persone violente e brutali e che probabilmente sono come sono perché non hanno mai incontrato la generosità nella loro vita. La generosità salva, non uccide. Anche il sindaco di Paliano, pur certamente addolorato e in buona fede, ha scritto che era "al posto sbagliato nel momento sbagliato". Anche questo è molto fuorviante. Questo significa togliere la responsabilità a chi compie scempi. Come le donne violentate perché vestite in abiti succinti, o uccise perché hanno chiesto la separazione.....e così possiamo procedere per tutti gli eventi umani in cui la violenza regna sovrana e non è giustificabile. Spesso è una retorica raccontata anche per le vittime innocenti della malavita. Non è così. Willy Monteiro Duarte di soli 21 anni, è stato massacrato a calci e pugni e ucciso solo per aver cercato di difendere un suo coetaneo. I modelli di comportamento veicolati attraverso le serie tipo Gomorra, i videogiochi violenti, gli atteggiamenti aggressivi di personaggi “influenti” gli stili educativi hanno un ruolo in questo orrore. Attenzione non sono la causa ma affascinano come ogni realtà del male. Confesso che all’orrore che provo si aggiunge la paura. Continuo ad osservare queste fenomeno emergente di violenza omicida e mi interrogo. Mi tornano in mente le parole di Vittorino Andreoli: “L’Italia è un paese malato di mente, in cui la fanno da padrone l’individualismo, l’egocentrismo, il narcisismo e la cieca ignoranza”. Denaro in tasca, suv, Rolex, palestra, pose da macho, petti nudi, anelli d’oro, vestiti firmati... Francesco Belleggia, Mario Pincarelli, Gabriele Bianchi, Marco Bianchi sono il prodotto di una cultura che esalta la forza fisica, il potere, la violenza, la prevaricazione. Ecco come nascono e crescono i VIOLENTI di oggi, tra maschilismo narcisista, il “machismo”, ovvero l’esagerata e ridicola esibizione di virilità, basata sull’idea che si è superiori agli altri. E poi l’odio indiscriminato per chi nella semplicità della vita è felice. E di conseguenza si sente la necessità del consumo di alcol e droghe per non percepire le emozioni reali. Anche questo però fa parte dello “habitus culturale contemporaneo”. Servono modelli educativi credibili, non mi stancherò mai di dirlo e bisogna condannare chi in questo tempo sta armando le mani dei violenti con la propaganda di odio, razzismo e discriminazione sociale.
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07-09-2020 18:00:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA